Nel recente scrutinio degli emendamenti al Dl Bollette, la Commissione Attività produttive della Camera ha riconsiderato e “ripescato” il Bonus Elettrodomestici 2025. La decisione arriva dopo un’attenta rilettura degli emendamenti inizialmente dichiarati inammissibili, in seguito ai ricorsi presentati dai vari gruppi politici. Andrea Barbotti, relatore alla Camera, ha spiegato che la Camera è stata sollecitata a applicare filtri stringenti riguardo alla competenza e coerenza degli emendamenti.
Ripescaggio del bonus elettrodomestici
Il focus principale del decreto Bollette, noto anche come DL n. 19/2025, è quello di sostenere famiglie e imprese nell’affrontare il caro bollette. Tra gli emendamenti riammessi figura il bonus elettrodomestici 2.0, che promette di facilitare l’accesso agli incentivi senza la necessità di click day. Gli sconti saranno applicati direttamente dai venditori, semplificando la burocrazia per i consumatori. I venditori, a loro volta, recupereranno i costi sotto forma di credito di imposta.
Dettagli dell’emendamento
L’emendamento ora riammesso mira a promuovere l’efficienza energetica e a supportare l’industria europea. Il Bonus Elettrodomestici incentiva la sostituzione di elettrodomestici obsoleti con modelli ad alta efficienza energetica, sostenendo il risparmio energetico domestico e il corretto smaltimento degli apparecchi sostituiti. L’emendamento ha anche proposto di rimuovere il riferimento alla classe B per l’accesso al contributo, risolvendo una delle principali cause di inammissibilità iniziale.
Il decreto ha visto anche il via libera all’emendamento di ItaliaViva, che mira a alleggerire le bollette energetiche eliminando gli “oneri concessori” per i distributori elettrici. Tuttavia, altri emendamenti, come quelli di Fratelli d’Italia riguardanti le polizze catastrofali e le auto aziendali, sono stati nuovamente bocciati per mancanza di coerenza con il testo base.
Perplessità sulle caldaie a condensazione
Infine, la riapertura del governo a riduzioni fiscali per le caldaie a condensazione ha sollevato perplessità. Questa decisione rappresenta un cambiamento rispetto alla precedente politica di incentivi, sollevando preoccupazioni riguardo alla coerenza con le normative europee sull’efficienza energetica. L’Associazione “Riscaldamento Senza Emissioni” ha espresso il proprio dissenso, sottolineando i rischi di incoerenza con le direttive europee e l’eventuale procedura di infrazione.